Il prete di Teheran

Le memorie e le inquietudini di un salesianoda sessant’anni in terra d’Islam

Informazioni aggiuntive

Autore

Pagine

171

Formato

12×19

Uscita

ISBN

9788840018843

ACQUISTA SU:

Descrizione

Com’è l’Islam visto dall’interno, con occhi di cristiano, di un salesiano per giunta, che vi ha vissuto e che vi vive da sessant’anni? Don Rodolfo Antoniazzi – oggi a Istanbul dopo avere vissuto per trent’anni a Teheran, prima sotto il regime di Muhammad Reza Pahlavi poi di quello khomeinista – è tollerante ma disincantato. Ricorda di avere salvato più profughi iracheni musulmani che cattolici (“tutti sono figli di Dio”) ma sostiene ugualmente che l’Islam non può coesistere con i credo occidentali. “Per loro l’espressione Stato laico, che noi usiamo normalmente considerandola cosa saggia e giusta, significa Stato che non rispetta Dio, e che quindi non si può che combattere”, dice. E dice anche altro, don Antoniazzi: di come sia difficile, per un prete cattolico che vive molto lontano da Roma, resistere alle tentazioni. E non si parla di sesso bensì di potere, di carriere, di business. Il vero problema, oggi, è di mettersi d’accordo su cosa sia la carità.

Autore

Don Rodolfo Antoniazzi (dicembre 1935), ordinato sacerdote (salesiano Don Bosco) nel 1956, approda ad Aleppo, in Siria, nel pieno della crisi di Suez. Poi si sposta nell’Iran della dinastia Pahlavi e assiste alla rivoluzione khomeinista. Da prete cattolico convive per dieci anni con l’integralismo “con rispetto reciproco”, come scrive, spostandosi fra Libano, Palestina, Israele. Dal 1998 vive a Istanbul, dove si dedica all’assistenza dei profughi iracheni, dopo essere stato costretto a lasciare Teheran