Il sangue pazzo

Novelle veriste e antipositiviste

Informazioni aggiuntive

Autore

Pagine

136

Formato

13×19, 5

Uscita

ISBN

9788840019222

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Descrizione

Trama del libroConsegnato alla storia delle patrie lettere come il maggior teorico del verismo e romanziere di prima grandezza, Luigi Capuana è soprattutto autore prolifico di narrativa breve. Accanto alle fiabe e ai racconti per ragazzi, le sue novelle per adulti contemplano vari filoni compositivi: mettono in scena i drammi interiori della passione, i conflitti grotteschi del contado, le ossessioni dell’immaginario scientifico. Vi incontriamo la moglie violentata, la piccola Lolita, l’esclusa calunniata, il marito taccagno, il geloso borbottone, il vecchio cacasentenze, il sacerdote della neurologia, l’investigatore paranormale, lo scienziato pazzo, il cornuto automazziato. Attraverso una galleria di coscienze perturbate e figure stravolte, Capuana sperimenta diversi modelli narrativi, con eclettica disinvoltura: dal mimetismo paesano allo psicologismo borghese, dal poliziesco al fantascientifico. Le novelle raccolte in questo volume esemplificano, al di qua e al di là del realismo della rappresentazione, questo suo coerente realismo della lettura.

Autore

Luigi Capuana, nato nel 1839 a Mineo, in Sicilia, fu studente di Legge a Catania dal 1857, ma cominciò ben presto ad interessarsi alla letteratura e in special modo alla poesia popolare. Nel ’63 tornò a Mineo, dove compose dei drammi, sempre d’ispirazione romantica. L’anno seguente si stabilì a Firenze che, in quanto capitale d’Italia, accoglieva l’élite culturale del paese: qui il Capuana conobbe il Prati, l’Aleardi e cominciò ad interessarsi all’opera di Balzac e di altri romanzieri francesi. Proprio a Firenze iniziò la carriera di critico scrivendo recensioni teatrali per La Nazione, grazie alle quali si fece notare per l’acutezza e la spregiudicatezza dei giudizi. Fu in questo periodo, inoltre, che s’avvicinò al pensiero di Hegel e studiò le opere del De Sanctis, cominciando così a definire quelle che in seguito sarebbero state le basi teoriche del Verismo. Nel ’77 si trasferì a Milano e qui, nel ’79, diede alle stampe il primo romanzo verista, Giacinta. Successivamente pubblicò raccolte di fiabe per bambini, studi sulla letteratura contemporanea e altri romanzi. Morì nel 1915